Swing And Jump

Stili di Ballo

Lindy Hop

Il Lindy Hop è un ballo Swing afroamericano nato ad Harlem, New York, negli anni venti – trenta del secolo scorso, in un’epoca immediatamente precedente al periodo della Grande Depressione (crisi economica e sociale di enormi dimensioni scoppiata con il crollo di Wall Street del 24 ottobre 1929). Secondo la leggenda il nome fu dato da Shorty George Snowden, uno dei ballerini famosi di quel tempo. In occasione di una maratona di ballo, durante le celebrazioni della trasvolata di Charles Lindbergh (detto Lindy) sull’Atlantico (hop, balzo, salto), dopo aver eseguito uno dei suoi passi secondo uno stile già in voga in alcune sale da ballo di Harlem; Shorty George così rispose ad un giornalista che gli aveva domandato che cosa stesse ballando: “ I’m doin’ the Hop… the Lindy Hop”, probabilmente pensando al celebre volo da New York a Parigi del pioniere dell’aviazione degli Stati Uniti.

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Il locale storico è il Savoy Ballroom di Harlem, dove hanno suonato giganti dello Swing come Chick Webb e Count Basie. Questo locale enorme che occupava un isolato intero – 141 street e Lenox Ave – era una delle poche sale da ballo dove i bianchi e i neri potevano incontrarsi e ballare. Era anche la sala da ballo dei Whitey’s Lindy Hoppers. Si trattava di un gruppo composto dai migliori ballerini del tempo messi assieme da Herbert White, o “Whitey”, il quale organizzava spettacoli in tutto il paese e che fece partecipare il gruppo a numerosi film, tra i quali “A Day at The Races” e “Hellzapoppin”. Uno di loro, Frankie Manning, nel 1935 inserì nelle sue coreografie i primi aerials. Il Lindy Hop venne ballato diffusamente dalla fine degli anni ’20 fino a metà degli anni ’40, quando le sonorità Swing cedettero il passo al Be Bop, un’interpretazione della musica che favoriva l’espressione libera dei musicisti e non più dei ballerini. I nuovi stili di ballo che arrivarono ebbero una forte influenza dal Lindy Hop, come nel caso del Boogie, del R’n’R e del West Coast Swing, che, dopo la Seconda Guerra Mondiale ne presero il posto. Il revival del Lindy Hop avvenne negli anni ’80 grazie a dei ballerini di New York, della California, di Stoccolma e di Londra . Ogni gruppo indipendentemente ha cercato di mettersi in contatto con i ballerini delle origini, dell’epoca del Lindy Hop a New York. Trovarono così Al Minns, Pepsi Bethel, Frankie Manning e Norma Miller. A New York il Lindy Hop non muore completamente grazie a Louise “Mama Lou” Parks, (Louise Parks Duncanson) una hostess del Savoy Ballroom che aveva promesso a Charles Buchanan di continuare ad assicurare la partecipazione dei ballerini di Lindy Hop alle gare di ballo organizzate all’Harvest Moon Ball dopo la chiusura del Savoy nel 1958. Mama Lou ha contribuito a mantenere in vita il Lindy Hop insegnandolo alla nuova generazione di giovani ballerini con l’intento anche di tenerli fuori dai guai. Dopo il coinvolgimento di Wolfgang Steuer della World Rock ‘N’ Roll Federation, in Germania, per la sponsorizzazione dei vincitori delle gare di Lindy all’Harvest Moon, il ballo ha iniziato a diventare più noto in Europa fino a catturare l’attenzione della compagnia televisiva britannica London Weekend Television che, nel 1981, pagò per la ripresa di uno spettacolo di Mama Lou e dei suoi ballerini allo “Small’s Paradise Club” sulla 7th Avenue di Harlem. La trasmissione, che andò in onda nel 1982, destò un interesse immenso nella comunità britannica e, nel 1983 e nel 1984, Mama Lou Park e la sua la compagnia furono invitati in Inghilterra ad insegnare. Nel 1982 Al Minns, uno dei componenti dei White Lindy Hoppers, venne convinto ad insegnare il Lindy alla scuola di ballo “Sandra Cameron”, a New York. In Inghilterra Terry Monaghan e Warren Heyes, entrambi studenti, durante uno stage a Londra nel 1983 decisero di formare la compagnia di ballo “The Lindy Hop Jivers”, successivamente rinominata nel Jiving Lindy Hoppers. Per tutti gli anni ’80, i Jiving Lindy Hoppers furono lo strumento della diffusione del Lindy Hop nel Regno Unito, insegnando ed eseguendo spettacoli e feste, ed esibendosi in TV. Nel gennaio 1984 i Jiving Lindy Hoppers iniziarono ad insegnare a Londra. Fra i loro studenti vi era anche Ryan Francois, che divenne poi membro del gruppo e, che, nel decennio successivo, contribuì enormemente allo sviluppo del Lindy Hop. Nel marzo del 1985 Warren Heyes, Terry Monaghan, Ryan Francois, Claudia Gintersdorfer e Lesley Owen si recarono a New York per incontrare Al Minns, ma quando arrivarono scoprirono che era in ospedale, in fin di vita. Morì infatti il 24 aprile del 1985. Tuttavia, grazie a Mama Lou Parks incontrarono Aldred Pepsi Bethel e si allenarono con lui per due settimane a New York e poi un’altra settimana a Londra. Durante la loro permanenza a New York incontrarono altri due membri dei White Lindy Hoppers, Frankie Manning e Norma Miller. Nel 1986 Simon Selmon cominciò a prendere lezioni da Warren Heys, in precedenza suo insegnante di Rock and Roll, poi convertito al Lindy Hop . Anche lui si recò a New York e incontrò Margaret Batiuchock, tra le fondatrici della “New York Swing Dance Society”. Simon, quindi, iniziò a viaggiare per diffondere il Lindy Hop. Nel 1984 tre componenti del gruppo The Rhythm Hot Shots di Stoccolma volarono a New York a cercare Al Minns e lo invitarono a Stoccolma per uno stage e crearono la “Swedish Dance Society”. Quando Al Minns mori nel 1985, incontrarono Frankie Manning e cominciarono ad insegnare al “Herrang Dance Camp”, che esisteva dal 1982 e in cui si tenenano lezioni di ballo per l’intero mese di luglio.

Negli Stati Uniti, invece, due ballerini della California, Erin Stevens e Steven Mitchell si spostarono a New York a trovare Al Minns e a prendere lezioni, tra il 1983 e il 1984. Quando Al Minns mori, scoprirono che era ancora in vita Frankie Manning da un certo Bob Brease (membro della Swing Dance Society). Fecero visita a Frankie nel 1986 e lo convinsero ad insegnare loro il Lindy Hop. Erin e Steven hanno divulgato il Lindy in California e altre località degli Stati Uniti. Nel 1987, all’età di 72 anni, incoraggiato da Erin Stevens, Frankey riprese l’attività d’insegnamento. Nel 1989 curò le coreografie di “Black&Blue”, un musical sulla musica Blues, Jazz e il ballo che aveva reso popolari i ballerini neri negli anni ’20 e ’30. Il musical fu messo in scena a Broadway. Nei primi anni novanta Frankey fu anche consulente di Spike Lee per il film “Malcolm X”. Proprio gli anni ’90 videro l’ascesa di famosi gruppi di Neo-Swing, come Big Bad Voodoo Daddy, Royal Crown Revue, Dr. Zoot, i Daddies di Cherry Poppin e Brian Setzer, che favorirono rilancio dello Swing e fecero simultaneamente nascere moltissimi locali nelle città più grandi degli Stati Uniti. Sono di quegli anni i film “Swing Kids” (1993) e “Swingers” (1996); inoltre, nella pubblicità di Gap “Khaki Swing” (1996) si sfruttò la popolarità della musica Neo-Swing e vi si inserì una coreografia sulla canzone “Jump Jive and Wail”. Tutto ciò contribuì alla diffusione dello Swing in maniera rapidissima.

Mentre questa moda musicale mori verso la fine degli anni ’90, il ballo continuò a vivere e svilupparsi sulle note del Jazz. Durante gli anni novanta e nei primi anni del nuovo millennio sono ancora in vita alcuni membri dei White Lindy Hoppers: Frankey Manning, Lennie Bluette è Norma Miller. Nominato ambasciatore del Lindy Hop, Manning continuò ad insegnare ed a presenziare in numerosi festival, workshop ed eventi sui balli Swing fino alla sua morte divenendo una fonte di ispirazione e un punto di riferimento per i ballerini di tutto il mondo. A seguito della morte di Frankey, il 27 aprile 2009, Norma Miller è la sola ballerina ancora in vita dei White Lindy Hopper e continua a girare il mondo e a condividere la sua vita con i ballerini di ogni nazionalità.

Frankey Manning

Frankie Manning (Jacksonville, 26 maggio 1914 – 27 aprile 2009) è stato un ballerino statunitense. Ballerino di Lindy Hop, di cui è innovatore e coreografo, inizia a ballare ancora adolescente all'”Alhambra Ballroom” in Harlem, New York, per poi approdare al “Savoy Ballroom”, dove le più grandi orchestre Swing degli anni Trenta si sfidavano davanti a migliaia di ballerini scatenati.

Frankie muove i primi passi ispirandosi alla prima generazione di lindyhoppers, guidata da George “Shorty” Snowden e Leroy “Stretch” Jones, per poi acquisire il suo inconfondibile stile che gli permetterà di sconfiggere i suoi maestri nelle agguerrite gare di ballo che si svolgevano al Savoy. È l’artefice di numerose innovazioni stilistiche, con le sue acrobazie e la tipica posizione del corpo con il busto inclinato in avanti.
Il Savoy Style è una sua creazione. Viaggiando per il mondo come coreografo e ballerino della compagnia Whitey’s Lindy Hoppers, nel periodo che va dalla fine degli anni ’30 ai primi anni ’40 del secolo scorso, ha contribuito grandemente alla diffusione del Lindy Hop.

Sua è la famosissima scena di ballo nel film “Helzapoppin'” (1941), numerose le partecipazioni in film “Mannhattan Merry-Go-Round” (1937), “Jittering Jitterbugs” (1938), , “Radio City Revels” (1938), “Hot Chocolates” (1941), “Killer Diller” (1948), “Malcolm X” (1992), “Stomping at the Savoy” (1993) e documentari, come: “The Spirit Moves”, “Call Of The Jitterbug””, 20/20 – Back into Swing 7/23/89 National Geographic: Jitterbug, Swingin’ at the Savoy, Can’t Top the Lindy Hop”.

Negli anni Cinquanta, con il declino della danza Swing, completamente soppiantata dal Rock and Roll, Frankie abbandona le scene e lavora in un ufficio postale per oltre trent’anni.

Blues

Come lo Swing, il ballo Blues è nato ed è evoluto da ritmi e movimenti africani, tuttavia non è mai stato ampiamente praticato come ballo sociale negli Stati Uniti al di fuori delle comunità di colore; così si è sviluppato e prosperato nei juke joints e nelle feste in casa (rent parties), dandogli una sensazione più intima. Il ballo Blues è fortemente legato alla sua musica, e molti suoi aspetti (per esempio la chiamata e risposta, l’intensità emotiva, etc.) sono direttamente correlati alla musica su cui si balla. Ci sono molti tipi di musica Blues (rurale, urbano, up-tempo, lento, elettrico, delta, moderno) e anche molti tipi di danza Blues, tutti con diverse sfumature ed emozioni. Alcuni esempi di primi balli blues sono il “Cake Walk” e “Black Bottom”. Altri Blues come lo “Slow Drag” e il “Mooche” sono stati tramandati a noi relativamente invariati dalle forme originali. Nel suo contesto moderno, il Blues incorpora molti aspetti di queste danze originali, così come incorporano idee e concetti moderni relativi alla connessione, l’improvvisazione, e al movimento naturale del corpo. Blues è anche un’emozione che si mette nel ballo. Il Blues, come la maggior parte delle danze “vernacolari”, lascia libero spazio alla libertà individuale di esprimere la musica, sottolineando in questo modo che la musica, e non il ballerino, conduce le danze; il ballerino è semplicemente l’interprete.

Balboa

Il Balboa è una forma di ballo Swing nato nel sud della California tra gli anni ’20 e gli anni ’30. Deriva il suo nome dalla penisola di Balboa, presso Newport Beach, dove è stato inventato.

Si dice che sia sorto dall’esigenza di ballare in sale affollatissime – tra le più famose il Rendez-vous Ballroom ed il Balboa Pavillon – dove rigide norme proibivano altri balli, quali il Charleston che con i suoi “kick” accentuati occupava molto spazio. Da qui i caratteristici passi piccoli e veloci e l’estremo contatto fisico tra i due ballerini.

La forma originale del Balboa, chiamato Pure Balboa o Pure-Bal, è ballato in una posizione completamente chiusa, petto a petto e postura dritta.

Tuttavia, negli anni ’30 si diffuse una variante denominata semplicemente Swing oppure L.A. (Los Angeles) Swing o Randy Swing, caratterizzata dalla separazione dei ballerini, da kicks, giri ed acrobazie. Molti dei ballerini più giovani si cimentarono in questo nuovo stile e nel corso degli anni le due danze sono state fuse e si sono evolute nella forma odierna, che noi chiamiamo Bal-Swing.

Dopo la seconda guerra mondiale il Balboa sopravvive grazie ad un gruppo di appassionati attivi nella zona di Los Angeles, fino a che – agli inizi degli anni ‘80 – due giovani ballerini, Sylvia Sykes e Jonathan Bixby, li scoprono e li persuadono ad insegnare loro il ballo.

Uno di loro, Maxie Dorf, ha continuato a ballare e a insegnare alla nuova generazione fino alla sua morte nel 2000, mentre Sylvia e Jonathan hanno contribuito fortemente alla diffusione del Balboa tra i ballerini swing di tutto il mondo.

In questo video si possono vedere ballerini a Venice Beach nel 1938 che ballano L.A. (Los Angeles) Swing, ovvero Bal Swing o semplicemente Balboa. Attenzione! Una delle coppie balla, invece, Collegiate shag, ballo anch’esso diffusosi in quegli anni.

Shag

Il Collegiate Shag (o «Shag») è un ballo di coppia che appartiene alla famiglia delle danze vernacolari (quelle danze popolari, spontanee, che si sono sviluppate in modo autodidatta, spesso sono danze «di strada», sociali, legate ai ritrovi di piccole comunità e a un modo comune di vivere la musica e il ballo) nate in America tra gli anni ’20 e ’30. Il termine “Collegiate” non era comune alle origini, ma fu aggiunto in seguito per indicare lo stile che era in voga tra i collegiali e per differenziarlo dagli altri Shag come il St. Louis ed il Carolina. Per Collegiate, inoltre, si va ad indicare un modo particolare di affrontare una danza, Collegiate Waltz o Collegiate Fox Trot per esempio, ovvero come ballavano i ragazzi del college questi balli senza rimanere legati alle strutture standardizzate delle sale da ballo.
Lo Shag si caratterizza per i suoi passi saltellanti e per l’energia dei movimenti dei piedi.
Le origini dello Shag non sono molto chiare: si suppone che sia nato all’interno della comunità afroamericana degli stati della Carolina negli anni ’20 e che si sia diffuso negli Stati Uniti durante il decennio successivo.
Essendo nato come danza di strada, verso la fine degli anni ’30, esistevano verosimilmente un centinaio di varianti dello Shag. Una versione dello Shag fu standardizzata verso la fine degli anni ’30 da Arthur Murray. Nel suo libro “Let’s Dance”, Murray riporta che lo Shag era noto negli Stati Uniti con diversi nomi tra cui “Flea Hop” (salto della pulce).

In questo video del 1937 Arthur Murray insegna la base dello Shag ad alcuni studenti.

St. Louis Shag

Il St. Louis Shag è una danza swing che si è evoluta dal Charleston. Come suggerisce il nome, questo ballo nasce nella città di St. Louis nello stato americano del Missouri, negli anni ’30. È un ballo sul posto e veloce, caratterizzato da una base in 8 tempi che, nella sua forma più comune, è composta da triple step – kick – triple step – kick. Un’altra base, che deve la sua popolarità a Kenny Wetzel, ballerino nato a St. Louis, ma poi trasferitosi in Southern California, è composta da triple step, kick, step-stomp, run, run. Il St. Louis Shag ha, diverse variazioni ritmiche e si balla su musica Swing, Boogie Woogie e Rock’n’Roll.

Carolina Shag

Il termine “Carolina Shag” si pensa che abbia avuto origine sulle spiagge di Myrtle Beach, Carolina del Sud, e Wilmington, North Carolina, durante gli anni ’40. Secondo Bo Bryan, storico di Carolina Shag e residente nella contea di Beaufort, il termine è stato coniato a Carolina Beach, North Carolina.
Carolina Shag è un discendente del Carolina Jitterbug e del suo predecessore Little Apple, che era la versione bianca della Big Apple (le cui origini possono essere tracciate in Columbia, South Carolina, nel 1937).
Ha un passo base di 6 tempi – triple step, triple step, rock step – ed è ballato principalmente su “Beach Music (100-130 + battiti al minuto).

West Coast Swing

Il West Coast Swing (WCS) è un ballo di coppia che trova le sue origini nel Lindy Hop. Spesso associato alla figura di Dean Martin, che negli anni Trenta rese famoso lo Swing nella costa californiana, di fatto fu realmente proposto da Arthur Murray negli anni Cinquanta e fu Skippy Blair che lo codificò nella forma attualmente diffusa. E’ caratterizzato da un particolare effetto elastico ottenuto applicando la tecnica base estensione-compressione nella connessione dei partner ed è ballato principalmente in slot (un immaginario stretto rettangolo entro cui chi segue si muove avanti e indietro rispetto a chi guida che è per lo più fermo sul posto o effettua piccoli spostamenti per far passare l’altro). Il West Coast Swing permette ad entrambi i partner di improvvisare passi durante la performance ed è, per questo motivo, fra i pochi balli che premiano largamente l’estro individuale. Il West Coast si balla con figure sensuali che ricordano le danze latino-americane, su brani di musica Blues, Rhythm and Blues e dagli anni Ottanta anche Funky, Disco, Pop e House.

Boogie Woogie

Il Boogie Woogie è sia il nome di una danza che quello di una categoria di musica jazz. Stile musicale affine al blues, ma con un ritmo caratteristico per lo più fornito dal pianoforte. Il ballo Boogie Woogie è una evoluzione del Lindy Hop, ne è – così si può dire – la sua versione europeizzata. Origini nordamericane, sbarcò in Europa dopo la Seconda Guerra Mondiale e successivamente si sviluppò fortemente in Germania. Prese il suo nome dallo stile musicale molto in voga in quell’epoca. Il Boogie Woogie è ballato su diversi stili musicali, ma soprattutto sul Boogie Woogie per pianoforte. Si articola su 6 tempi, il gioco di gambe lo caratterizza e l’interpretazione musicale ne è una parte importante. Grazie alle competizioni nazionali e internazionali – dal 1991 la World Rock’n’Roll Confederation organizza i campionati mondiali – il Boogie Woogie ha acquisito un nuovo stile e fama.

Charleston

Il Charleston è un ballo nato negli anni ’20 negli Stati Uniti, sulle note di un Jzz veloce e un ritmo sincopato in 4/4. Deve il suo nome alla città di Charleston, South Carolina (US), dove è stato ballato in pubblico le prime volta.

Il ballo Charleston è un ballo scatenato, caratterizzato da movimenti frenetici a ritmo di musica sfrenata. Rappresenta il punto di partenza di un’evoluzione del ballo Swing, che con l’incontro della musica Afro-Americana ha creato altri tipi di ballo.

Divenne popolare negli Stati Uniti grazie alla canzone “The Charleston” di James P. Johnson, scritta per lo show di Broadway “Runnin’ Wild” del 1923. Il ballo raggiunse la sua maggiore popolarità con il “Charleston Craze” alla fine degli anni ’20, per poi ritornare in una forma differente negli anni ’30, come repertorio dei ballerini di Lindy Hop.

Il Charleston può essere senza un partner – Solo Charleston – oppure in coppia.

Jazz Roots

Il termine Jazz Roots si riferisce a quei balli vintage solisti che provengono dalle danze Americane, in particolare Afro-Americane. Jazz Roots si riferisce agli stili di danza appartenenti principalmente agli inizi e alla metà del Ventesimo secolo. Questi stili usano come base la musica Jazz, Swing e Blues.

Era l’epoca d’oro dei “ballerini eccentrici”, tra alcuni Al Minns, Leon James, Mura Dehn e Frankie Manning, che vide anche la nascita di routine Jazz ancora famose ai giorni nostri come lo Shim Sham, il Tranky Doo e la Big Apple.

La comunità Swing è interessa principalmente a stili come il Charleston, Black Bottom, Shim Sham, Big Apple e Tranky Doo, a stili precedenti o appena successivi, come il Cakewalk e al Tap e allo stile Soft Shoes che si svilupparono nello stesso periodo.
Altri nomi per identificare il genere: Solo Jazz, Authentic Jazz, Vernacular Jazz, Vintage Jazz, Jazz Steps.